Il congedo di maternità delle calciatrici arriva tra una storica lotta

Il congedo di maternità obbliga la donna ad astenersi dalla propia attività lavorativa nel periodo immediatamente precedente e succesivo al parto, al fine di salvaguardare la salute del nascituro e dalla futura madre

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Scritto da Julieta Ramirez

In Italia le donne sono costrette ad astenersi di lavorare nei due mesi precedenti al parto e nei tre mesi succesivi. La legge prevede una flessibilità nel senso che la donna potrebbe godere de un periodo di 5 mesi dopo il parto.

Per essercitare questa facoltà deve essere un parere favorevole del medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale e del medico competente alla prevenzione e alla tutella della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Sindacato delle calciatrici e dei calciatori

Il sindacato delle calciatrici e dei calciatori, FIFPro (Federazione Internazionale dei calciatori professionisti) in collaborazione con la FIFA -l’organizzazione che governa il calcio mondiale-hanno introdotto nuove tutele a favore delle calciatrici.

Il 19/11/ 20 è stato deciso che dal primo gennaio 2021 le società dei campionati femminili riconosciuti dalla FIFA, dovranno garantire un minimo di quattordici settimane di congedo di maternità (almeno otto delle quali dopo il parto) e un indennizzo pari ad almeno due terzi dei compensi previsti in precedenza.

Le calciatrici avranno inoltre la possibilità di rimanere registrate con le loro squadre anche nel periodo di assenza, e le società dovranno motivare dettagliatamente i motivi di eventuali rescissioni decise nel corso della maternità: nel caso non dovessero fornire spiegazioni adeguate, le calciatrici avranno diritto a un risarcimento pari a sei mensilità.

È importante sottolineare che la nuova normativa deve essere sottoposta alla approvazione del Consiglio della FIFA.
Dicciamo che con questa novità per le calciatrici diventerà conciliabile la maternità con la attività sportiva.

La questione rimane fondamentale nei paesi dove le calciatriaci hanno raggiunto lo status “professionale”.
Si aspetta che nel 2022 le giocatrice italiane ottengano la posizione di professioniste.

 

A che punto è il dibbatito sui diritti delle calciatriaci?

Rimane molto diffusa la esistenza di una elevatissima disparità di genere nel campo del calcio professionale.  Nel 1863 il calcio fu solo un sport pratticato da maschi. Sono dovuti passare 29 anni per la prima partita tra donne. Durante la Prima Guerra Mondiale le donne che lavoravano in fabbrica giocavano a calcio durante il tempo libero.

Nel 1921 il calcio femminile fu proibito fino al 1971 e dopo nel 1980 viene riconosciuto dalla FIFA.  Il primo mondiale di calcio femmnile è stato in China nel 1991.

Uno studio condotto dalla Banca Interamericana di Sviluppo, segnala un notevole divario di genere. Gli stipendi percepiti dalle calciatrici sono molto inferiori a quelli dei calciatori.

Ad essempio mentre una figura come Lionel Messi guadagna intorno a 130.000.000 di euro al anno, la più famosa giocatrice del mondo, Hada Hegerberg, secondo la FIFA riceve un salario di 400.000 euro al anno.

Marion Reimers, giornalista messicana fondatrice della organizzazione non governativa Versus, che si occupa di genere e sport, afferma che:

“Il calcio è un megafono della società, un microcosmo in cui il bene e il male vengono alla ribalta. Volontà umana e amicizia da un lato e disuguaglianze e maschilismo dall’altro. Sono uno specchio di ciò che accade nel mondo.”

1 comentario
  1. Angelina Cappelletti dice

    Molto interessante Julieta … d’accordo con cercare la pari opportunita negli stipendi delle calciatrici verso i calciatori; ma quello che riguarda ai congedo di maternita mi pare un po maschile … non si parla adesso di congedo di famiglia o congedo parentali? grazie tante per la tua risposta…

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